01 e 15 marzo due importanti scadenze da trasformare in opportunità.

Entrambe le scadenze hanno un impatto molto significativo per l’impresa .

Di carattere economico per il costo effettivo che viene addebitato, ma anche per il rating attribuito che può essere degradato se la mancanza di disponibilità genera sconfini e segnalazioni negative nei credit bureau ed in particolare nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.

Una segnalazione di sconfino rilevante infatti, con l’introduzione dei nuovi parametri di calcolo, può causare il mancato raggiungimento del punteggio soglia per accedere alla Garanzia del Fondo Centrale e vedere esclusa l’impresa sia dai benefici ma ancora più rilevante dalla concessione del credito.

Ma vediamo in sintesi cosa avviene e come poter ottimizzare gli eventi.

SCADENZA 01 MARZO 2019

L’addebito degli interessi debitori nell’unica scadenza di ogni anno è stata introdotta  con la nuova normativa  prevista all’a art. 17- bis della legge 8 aprile 2016, nr. 49, che ha modificato l’art. 120 del Testo Unico Bancario – T.U.B.

Le circostanze da valutare sono essenzialmente due :

  • se il correntista ha autorizzato preventivamente l’addebito degli interessi passivi sul conto, il 1°marzo l’importo andrà automaticamente a modificare l’importo originario dell’affidamento accordato. Questo impone ai correntisti di prestare particolare attenzione al momento dell’addebito degli interessi e provvedere in tempo utile a trovare le disponibilità per farvi fronte, al fine di evitare sconfinamenti onerosi;
  • se il correntista non ha preventivamente autorizzato per l’addebito degli interessi, potrà disporre l’addebito in conto o provvedere al pagamento in altro modo. Se detto pagamento non sarà effettuato entro la fine di marzo, per tutti gli interessi maturati al 31/12 /2018 , sarà segnalato come sconfinamento da banche e finanziarie alla Centrale Rischi nella categoria “rischi a revoca” .

Conoscere l’importo che verrà imputato può essere anche l’occasione per mantenere monitorati i costi degli affidamenti durante tutto l’anno con l’analisi degli estratti conto trimestrali.

Verificare quanto incidono le spese e commissioni rispetto ai soli interessi può far scoprire importati spazi di risparmio. Il tempo da dedicare all’analisi è di poche ore all’anno, ancora meno con strumenti software semplici ed intuitivi.

SCADENZA 15 MARZO 2019

È stato pubblicato il decreto interministeriale che riforma l’impianto generale del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi di cui all’art. 2, co. 100 della L. n. 662/1996, uno dei principali strumenti di politica economica esistenti per concedere credito alle PMI.

Rispetto al modello precedente il legislatore ha stabilito che le percentuali di copertura della garanzia risultano crescenti in funzione del rischio espresso dalla singola impresa: più l’impresa appare rischiosa più alta sarà la percentuale di copertura.

La modifica sostanziale sta nell’avere inserito nel metodo di calcolo oltre ai dati economico finanziari i dati andamentali presenti sia nelle segnalazioni della Centrale Rischi Banca d’Italia sia dei Credit Bureau SIC.

In riferimento al Modulo economico-finanziario:

  • per i soggetti beneficiari finali che adottano il regime di contabilità ordinaria, i dati degli ultimi due bilanci approvati o quelli dei prospetti contabili sulla base dei quali sono state redatte le ultime due dichiarazioni fiscali;
  • per i soggetti beneficiari finali che adottano il regime di contabilità semplificata, i dati delle ultime due dichiarazioni fiscali.

In riferimento al modulo Andamentale:

  • i dati di accordato e utilizzato del soggetto beneficiario finale, con riferimento agli ultimi sei mesi dei rischi a scadenza e dell’esposizione per cassa, forniti dalla Centrale dei Rischi, qualora presenti;
  • i dati relativi ai contratti rateali, non rateali e carte del soggetto beneficiario finale forniti da uno o piu Credit Bureau, qualora gli stessi siano utilizzati dal soggetto richiedente per la propria valutazione del merito di credito.

Opportunità suggerita è quella di monitorare mensilmente o al massimo trimestralmente i propri dati presenti nella Centrale Rischi Banca d’Italia ed in occasione di richiesta/rinnovo dei fidi consultare anche le banche dati SIC.

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