Questo articolo parla di come tradurre monitoraggio e pianificazione in un vantaggio per l’azienda. L’articolo si rivolge a chi ha un’impresa da gestire, e a chi, per lavoro, aiuta quello stesso imprenditore a prendere scelte in ambito finanziario.
Le informazioni qui contenute non offrono ricette, o elisir di successo assicurato, e tantomeno mirano a convincere il lettore a fare qualcosa. L’articolo è solo uno spunto, un pungolo, fastidioso come il ronzio di un insetto che spinge ad aprire gli occhi, e a vedere, che è sempre meglio che non sapere; e ad agire, che è sempre meglio che aspettare.

Che è poi la filosofia dei prodotti CRexpert.
Il tempo di lettura è di circa 7 minuti

Monitoraggio e Business Plan: giocare d’anticipo conviene

Il Business Plan offre all’imprenditore una visione prospettica della situazione attuale e futura dell’azienda, e se usato insieme a strumenti di analisi finanziaria, diventa un potente strumento di strategia interna ed esterna.

Le informazioni che costituiscono un piano business hanno una doppia valenza strategica:

  • da un punto di vista esterno offrono importanti indicazioni, utilizzate nella valutazione del merito creditizio, sullo stato di salute dell’azienda e sul suo coefficiente di rischio;
  • da un punto di vista interno permettono di prevedere situazioni di rischio e di agire in maniera precoce prima che un problema si traduca in perdita.

Utilizzare dati della Centrale Rischi nella programmazione finanziaria

I dati forniti dalla Centrale Rischi della Banca d’Italia (link) permettono di individuare una carenza strutturale nella liquidità al primo segnale, evidenziato dalla percentuale di utilizzo di fidi a revoca e quella degli sconfini inframensili (saldo medio). Per questo e altro, il monitoraggio costante della Centrale Rischi s’integra alla perfezione con la programmazione finanziaria del piano business e rientra, da marzo di quest’anno, nei parametri necessari a calcolare la percentuale ottenibile attraverso il Fondo Centrale di Garanzia.

La funzione del piano business

Il piano business offre una prospettiva sulle diverse difficoltà che l’azienda potrebbe affrontare nel futuro prossimo: minacce provenienti dal mercato di riferimento o legate alla gestione organizzativa. Queste informazioni offrono margine di previsione rispetto a determinati rischi e si rivelano particolarmente utili di fronte alla prospettiva di un finanziamento.

Il vantaggio è nell’individuare il break even point, il punto in cui i ricavi eguagliano i costi. È quel margine di fatturato in cui l’azienda opera in equilibrio finanziario, ovvero, in cui le risorse prodotte riusciranno a garantire la sostenibilità del debito.

Il modo in cui oggi la banca valuta un cliente è diverso rispetto al passato: se prima si concentrava sull’analisi qualitativa e quantitativa dello storico, oggi valuta l’azienda con un approccio di lungimiranza, definito forward looking.
Tra gli indicatori di riferimento il flusso di cassa ricopre un ruolo fondamentale, che rispetto all’utile di esercizio, offre informazioni più complete e realistiche.

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Come tradurre in vantaggio monitoraggio e pianificazione

Prevenire consuetudini errate

Tenere sotto controllo i flussi in entrata e in uscita permette di avere un margine di previsione sia nell’individuare in anticipo il momento in cui sarà necessario richiedere un affidamento, sia per prevedere, e dunque evitare, di cadere nello sconfino per il ritardo di un pagamento.

Evitare di viaggiare al limite

Una prassi frequente, quanto svantaggiosa, è quella di ridurre la distanza di sicurezza, concentrandosi sulla fotografia di un periodo di riferimento troppo ristretto. In alcuni periodi le uscite saranno maggiori per motivi legati al periodo dell’anno, (tasse, tredicesime); per lo stesso motivo, in altri periodi potranno apparire superiori. La liquidità contingente può dare una percezione fuorviante dell’andamento, legata più che altro a fattori emotivi, ma non offre le giuste garanzie per fare valutazioni di tipo strategico.

Tenere d’occhio la Centrale Rischi

Sia la banca, sia l’azienda hanno qualcosa da perdere, quando si verifica un caso di insolvenza. Per questo entrambe condividono lo stesso interesse nell’evitare una simile eventualità.
Controllare la Centrale Rischi offre maggiori opportunità di prevenire il problema: dal punto di vista della banca serve a evitare di intraprendere un rapporto con un interlocutore potenzialmente insolvente; per l’azienda è, invece, il metodo principale per verificare se risulta affidabile o meno, e agire per correggere la propria reputazione.

Monitoraggio: utile al calcolo del Rating del Medio Credito Centrale

Il monitoraggio costante della Centrale Rischi offre indicazioni fondamentali, in fase di redazione di bilancio, per calcolare la fascia di appartenenza del rating di Medio Credito Centrale, per cui il punteggio ottenuto dalla matrice dati di bilancio costituisce uno dei tre parametri che permettono di calcolare la percentuale di garanzia dell’azienda, e dunque la possibilità di ottenere condizioni favorevoli.

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