Come vengono calcolati gli indicatori della crisi dai sistemi di allerta? Sono sufficienti a determinare il reale stato di salute dell’azienda?
Di questo e altro si è parlato, mercoledì 20 novembre, nel corso del webinar che ha visto la partecipazione di Alessandro Fischietti (Leanus) e Andrea Isacchi (CRexert).

La riforma sul Codice della Crisi ha reso obbligatorio per le aziende tenere monitorati una serie di indici che dovrebbe predire situazioni di allerta, al fine di scongiurare uno stato di sofferenza o fallimento.

Quali sono gli indici previsti dal codice della crisi?

L’allerta viene attivata nel momento in cui queste soglie risultano tutte superate. Nel dettaglio:

  • Patrimonio netto negativo (era un indicatore già presente nel codice civile, che è stato adottato dalla nuova normativa)
  • DSCR: che deve essere minore di 1
  • 5 soglie settoriali: ovvero cinque indicatori che variano in base al settore Ateco dell’azienda.

È sufficiente che una sola di queste soglie non rientri nei parametri affinché il sistema di allerta non sia attivato.

I dati riportano che di tutte le imprese sopra i 500000 euro 7000 sono escluse perché riportano patrimonio negativo. Attraverso il sistema delle soglie, i sei indicatori restanti individuano circa 300 imprese per le quali è stata attivata una procedura di allerta.

Tradurre un obbligo in vantaggio

L’obbligo normativo prevede che tutte le aziende si dotino di un sistema di monitoraggio. L’esperienza di sistemi di monitoraggio continuo come Crexpert e per la Centrale Rischi e il sistema Leanus, per quanto riguarda il Business Plan, mostrano come trasformare questo adempimento burocratico in un analisi che sia di reale valore per l’azienda (mettendo per esempio in relazione dati storici).

Seppure, nella prassi i sindaci tengano in considerazione il dato del denaro circolante, l’utilizzo della banca dati della Centrale Rischi – che tra le altre cose ha il vantaggio di essere aggiornata ogni due mesi – non viene adeguatamente evidenziato dalla normativa: una dimenticanza che si paga, spiega Andrea Isacchi, perché al contrario, nella rilevazione preventiva dello stato di crisi la Centrale Rischi (come più volte affrontato tra queste pagine) può fare la differenza.

Analizzare la componente andamentale di ogni tipologia di azienda (non solo le società di capitali prese in considerazione dal sistema delle allerte) permette una valutazione capillare dello stato di salute del sistema imprenditoriale. Non bisogna dimenticare, infatti, che il numero di aziende non soggette a revisione è enorme, e che purtroppo si tratta proprio di quelle stesse PMI che costituiscono il nocciolo portante di tutta l’occupazione.

Parola d’ordine: controllo integrato su più indicatori

Per volgere a proprio vantaggio l’obbligo normativo, è fondamentale integrare il controllo sugli indicatori previsti dalla norma con un controllo su altri indicatori, previsti dalla prassi. Leanus ha individuato indicatori alternativi calcolati su dati storici e prospettici (KPI Codice Crisi) che permettono di verificare, partendo da dati certi, quali sono i numeri che l’azienda deve raggiungere per poter generare cassa sufficiente a onorare il debito con le banche.

E i dati che CRexpert elabora a partire dalla Centrale Rischi dell’azienda, contengono informazioni di grande valore prospettico che sarebbe impossibile ottenere in altro modo.

ottenere credito crexpert

Cash is King: dal saldo medio giornaliero al Past Due.

La generazione di cassa è un dato fondamentale che indica se l’azienda copre un modello di ricavo sufficiente a sostenere il debito. Gli altri indicatori che possono essere monitorati attraverso il monitoraggio periodico della Centrale Rischi sono:

  • Il Saldo medio giornaliero
  • DSCR
  • MCC
  • Past-Due

Oltre a indicatori definiti dalla normativa, all’azienda conviene ampliare la rosa di variabili che possono essere dedotte attraverso altri interlocutori, come la Centrale Rischi, una variabile economico-finanziaria in grado di rendere più completa l’analisi.

Sistemi di allerta

Vuoi rimanere aggiornato? Iscriviti alla nostra newsletter!

Non riceverai spam o mail non pertinenti, promesso.

Analisi sui principali alert della crisi d’impresa inclusa nel report